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Bipolari: Disturbo Bipolare I e Disturbo Cliclotimico |
Disturbi Bipolari
I disturbi bipolari, così come indicato dal DSM-IV (1994),
si distinguono in tre categorie generali: disturbo bipolare
I, disturbo bipolare II e disturbo ciclotimico.
Per poter diagnosticare un disturbo bipolare è necessario
definire i seguenti episodi di alterazione dell'umore:
maniacale, ipomaniacale, misto e depressivo maggiore. Per
l'episodio depressivo maggiore si consiglia di consultare la
descrizione del "disturbo
depressivo".
Episodio maniacale
A) un periodo definito di umore anormalmente e
persistentemente elevato, espansivo, o irritabile, della
durata di almeno una settimana (o di qualsiasi durata se
necessaria l'ospedalizzazione).
B) Durante il periodo di alterazione dell'umore, tre
(o più) dei seguenti sintomi sono stati persistenti e
presenti a un livello significativo (quattro se l'umore
è solo irritabile):
1) autostima ipertrofica o grandiosità
2) diminuito bisogno di sonno (per esempio, si
sente riposato dopo solo tre ore di sonno)
3) maggiore loquacità del solito, oppure spinta
continua a parlare
4) fuga delle idee o esperienza soggettiva che i
pensieri si succedano rapidamente
5) distraibilità (cioè, l'attenzione è troppo
facilmente deviata da stimoli esterni non importanti
o non pertinenti)
6) aumento dell'attività finalizzata (sociale,
lavorativa, scolastica o sessuale), oppure
agitazione psicomotoria
7) eccessivo coinvolgimento in attività ludiche
che hanno un alto potenziale di conseguenze dannose
( per esempio, eccesso nel comprare, comportamento
sessuale sconveniente, investimenti in affari
avventati).
Episodio Ipomanicale
l'episodio ipomaniacale è sostanzialmente simile a quello
maniacale eccetto 1) per la durata: l'alterazione dell'umore
ha una durata ininterrotta di almeno quattro giorni e 2)
l'episodio non deve essere abbastanza grave da provocare una
compromissione marcata in ambio lavorativo o sociale, o da
richiedere l'ospedalizzazione, e non sono presenti
manifestazioni psicotiche.
Episodio Misto
nell'episodio di alterazione dell'umore definito "misto"
risultano soddisfatti i criteri sia per l'episodio maniacale
(v. sopra) che per l'episodio depressivo maggiore (v.
disturbo depressivo), eccetto per la durata, quasi ogni
giorno, per almeno una settimana.
L'alterazione deve essere sufficientemente grave da causare
una compromissione marcata del funzionamento lavorativo o
delle attività sociali abituali o delle relazioni
interpersonali, o da richiedere l'ospedalizzazione per
prevenire danni a sé o agli altri, oppure sono presenti
manifestazioni psicotiche.
Criteri di Esclusione
per ogni episodio il clinico dovrà escludere la
possibilità che i sintomi siano dovuti agli effetti
fisiologici diretti di una sostanza o ad una condizione
medica generale (es. ipertiroidismo)
Disturbo Bipolare I
il disturbo bipolare I sono presenti sei set di criteri
separati in relazione al tipo di episodio più recente:
maniacale singolo, maniacale, ipomaniacale, misto,
depressivo e non specificato.
Nel disturbo bipolare I, episodio maniacale singolo,
deve essere presente un solo episodio maniacale in atto e
nessun precedente episodio depressivo maggiore. Il disturbo
può essere codificato dal clinico come 1) lieve, moderato,
grave senza manifestazioni psicotiche; 2) grave con
manifestazioni psicotiche; 3) in remissione (completa o
parziale).
Va inoltre specificato se Misto, qualora i sintomi
soddisfano i criteri per l'episodio misto e se 1) con
manifestazioni catatoniche e/o 2) ad esordio nel postpartum.
Nel disturbo bipolare I, più recente episodio
ipomaniacale ci deve essere o essere recentemente stata
la presenza di un episodio ipomanicale e, in precedenza,
almeno un episodio maniacale o misto. Il clinico inoltre
dovrà specificare il tipo di decorso (longitudinale, ad
andamento stagionale, a cicli rapidi)
Nel disturbo bipolare I, più recente episodio
maniacale il clinico valuterà la presenza attuale o
recente di un episodio maniacale e la presenza, precedente,
di almeno un episodio depressivo maggiore, un episodio
maniacale o un episodio misto.
Nel disturbo bipolare I, più recente episodio misto deve
essere stato presente recentemente oppure essere in atto un
episodio misto; inoltre è necessaria la presenza precedente
di almeno un episodio depressivo, maniacale o misto.
Nel disturbo bipolare I, più recente episodio
depressivo l'episodio di alterazione dell'umore recente
o in atto deve essere un episodio depressivo mentre in
precedenza deve esserci stata la presenza di almeno un
episodio maniacale o misto. Oltre alle consuete
specificazioni, il clinico dovrà valutare, per l'episodio
più recente, se 1) cronico, con manifestazioni 2)
catatoniche, 3) melanconiche; 4) atipiche o 5) ad esordio
nel post-partum.
Principi di Diagnosi e Cura del Disturbo Ciclotimico
per una valutazione diagnostica di disturbo ciclotimico
(altrimenti noto come ciclotimia) è necessario conoscere i
criteri per gli episodi depressivo (v. depressione),
ipomaniacale (v. bipolare II), maniacale e misto (v. sopra).
il DSM-IV indica sei criteri generali:
A) per almeno due anni presenza di numerosi episodi
ipomaniacali e di numerosi episodi depressivi che non
soddisfano i criteri per un episodio depressivo maggiore
(nei bambini e negli adolescenti la durata deve essere
di almeno un anno).
B) durante questo periodo la persona non è mai stata
senza i sintomi del criterio A.
C) durante i primi due anni di malattia (1 nei
bambini e adolescenti) non è stato presente un episodio
depressivo maggiore, maniacale o misto.
D) i sintomi del criterio A non sono meglio
inquadrabili come disturbo schizoaffettivo e non sono
sovrapporti a schizofrenia, disturbo schizofreniforme,
disturbo delirante o disturbo psicotico non altrimenti
specificato.
E) i sintomi non sono dovuti all'azione fisiologica
diretta di una sostanza o ad una condizione medica
generale.
F) i sintomi causano disagio clinicamente
significativo o compromissione del funzionamento
sociale, lavorativo o di altre importanti aree del
funzionamento.
a cura del
Dott.
Marco Baranello
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