| Disturbo
Ossessivo-Compulsivo di Personalità |
Sintomi e Diagnosi di Disturbo Ossessivo Compulsivo di
Personalità
Il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità è
inserito all'interno della categoria generale "disturbi di
personalità" nel gruppo "ansioso" (cluste C, DSM-IV) di cui
fanno parte anche i disturbi evitante e dipendente di
personalità.
Il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità è
descritto come un quadro pervasivo di preoccupazione per
l'ordine, perfezionismo, e controllo mentale ed
interpersonale, a spese di flessibilità, apertura ed
efficienza, che compare entro la prima età adulta ed è
presente in una varietà di contesti, come indicato da
quattro (o più) dei seguenti elementi:
1) attenzione per i dettagli, le regole, le liste,
l'ordine, l'organizzazione o gli schemi, al punto che va
perduto lo scopo principale dell'attività.
2) mostra un perfezionismo che interferisce con il
completamento dei compiti (per es., è incapace di
completare un progetto perché non risultano soddisfatti
i suoi standard oltremodo rigidi)
3) eccessive dedizione al lavoro e alla produttività,
fino all'esclusione delle attività di svago e delle
amicizie
4) esageratamente coscienzioso scrupoloso, inflessibile,
in tema di moralità, etica o valori (non giustificato
dall'appartenenza culturale o religiosa)
5) è incapace di gettare via oggetti consumati o di
nessun valore, anche quando non hanno alcun significato
affettivo
6) è riluttante a delegare compiti o a lavorare con
altri, a meno che non si sottomettano esattamente al suo
modo di fare le cose
7) adotta una modalità di spese improntata all'avarizia,
sia per sé che per gli altri; il denaro è visto come
qualcosa da accumulare in vista di catastrofi futuro.
8) manifesta rigidità e testardaggine.
Terapia Psicologica del Disturbo Ossessivo-Compulsivo di
Personalità
Utilizzando gli attuali modelli teorici e metodi di
intervento prodotti nella ricerca in psicologia
emotocognitiva, il trattamento psicologico per finalità
terapeutico-riabilitative del disturbo ossessivo-compulsivo
di personalità segue sostanzialmente i protocolli per la
maggior parte dei disturbi psicologici. La teoria
emotocognitiva suggerisce con fermezza che i cosiddetti
disturbi di "personalità" non fanno capo a ipotetiche
"strutture di personalità" ma sia sempre inscrivibili nello
schema del "loop disfunzionale" (Baranello, 2006) ovvero un
circuito chiuso di azioni, pensieri e comportamenti, che
possono sembrare apparentemente radicati nel soggetto, che
mantengono il problema. Essendo gli schemi dei pazienti con
diagnosi di disturbo ossessivo-compulsivo di personalità
piuttosto rigidi a volte legati a modelli morali condivisi è
difficile che un paziente si renda pienamente conto di
essere incastrato in un processo di organizzazione
disfunzionale.
Come sappiamo è quindi molto complesso per un paziente riconoscere
che i sintomi descritti siano parte integrante di un
problema psicologico, spesso vengono visti come peculiari o
modi di essere anzi, molto spesso, il paziente sosterrà che
siano gli altri il vero problema e non se stesso.
Dal punto di osservazione del paziente possiamo anche
affermare che il paziente abbia ragione ma, è evidente che
tale ragione non produca beneficio.
Quello che l'intervento psicologico cercherà di produrre è
un cambiamento organizzativo rispetto alla necessità di controllo
del soggetto, sia essa personale che interpersonale o
sociale.
L'elemento focale del disturbo è infatti un tentativo di
controllare persone e situazioni ovvero l'impossibilità di
perdere questo eccessivo controllo.
Il paziente con disturbo ossessivo-compulsivo di personalità
è una persona a rischio di gravi forme depressive nonché di
suicidio.
Questo accade mediamente dopo i 40-50 anni se, nonostante
gli sforzi e le proprie aspettative, la persona percepisse
che i risultati raggiunti non sono adeguati al proprio
ideale. La sensazione è di sconfitta, di impotenza. Il
termine impotenza non è stato utilizzato casualmente. Capita
infatti molto spesso che pazienti con tratti o con disturbo
ossessivo di personalità manifestino problematiche sessuali
o che ci siano associati tratti parafiliaci.
Così come è possibile che il disturbo sia associato anche a
problematiche della sfera ansiosa come attacchi di panico e
fobie specifiche.
Il trattamento di riabilitazione psicologica del disturbo ossessivo-compulsivo
di personalità quando è associato ad altri disturbi clinici
sarà inizialmente orientato a risolvere la manifestazione
sintomatologica invalidante ovvero a ripristinare quelle
abilità e funzioni al momento compromesse.
Per la psicologia emotocognitiva è importante focalizzare
l'attenzione sul presente anziché sul passato, evitare
trattamenti basati sulle relazioni o sul contenuto simbolico
per orientare la riabilitazione esclusivamente sul qui-e-ora.
E' importante ricordare che il trattamento psicologico
secondo l'orientamento emotocognitivo è basato sull'uso di
metodologie psicoeducative attraverso lo strumento sanitario
del colloquio psicologico e per finalità riabilitative,
quindi senza psicofarmaci e soprattutto senza psicoterapia.
a cura del
Dott.
Marco Baranello
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