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Risposta
Le scienze psicologiche hanno fatto passi da gigante nella
terapia degli attacchi di panico. Purtroppo dobbiamo
ricordare che non tutti gli psicologi sono uguali come non
tutti i metodi sono adatti. Occorre valutare quale metodo
sia il migliore per ogni specifico caso.
Anche se può sembrare assurdo per una persona che ha vissuto
tanti anni con un problema del genere, oggi non è necessario
convivere con le crisi d'ansia.
Il panico si cura senza uso di farmaci con interventi
psicologici mirati e di breve durata. La maggior parte dei
pazienti arriva a remissione completa entro le dieci sedute
e la quasi totalità migliora notevolmente la propria
condizione.
Il tipo di trattamento che oggi si applica non mira a capire
le cause dell'attacco che possono soltanto essere
interpretate, quindi opinabili, ma, indipendentemente da ciò
che lo ha generato la prima volta oggi andiamo a valutare
che cos'è che lo mantiene. Esistono infatti pensieri,
azioni, comportamenti ovvero modalità di organizzazione
propri e di chi circonda che, senza saperlo, possono
mantenere i sintomi e addirittura aggravarli.
La persona si trova, con gli attacchi di panico, in un
circolo vizioso di ansia anticipatoria, che definiamo in
psicologia emotocognitiva loop disfunzionale.
Oggi l'intervento psicologico mira a rompere questo loop
disfunzionale, questa specie di cortocircuito, di circolo
senza uscita attraverso una tecnica definita tecnica del
primo passo.
La durata dell'intervento viene dichiarata nelle primissime
sedute così sia paziente e clinico potranno valutare la
reale efficacia del trattamento.
Diciamo che oggi si può risolvere il problema degli attacchi
di panico con altissime aspettative di efficacia e senza gli
effetti collaterali dei farmaci.
Per l'indicazione del professionista adatto nella propria
regione può contattare la segreteria SRM Psicologia.
Segreteria
SRM Psicologia
a cura del
Dott.
Marco Baranello
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