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Terapia Psicologica del DOC
Il Disturbo ossessivo-compulsivo si manifesta come un
pensiero o un'azione a cui segue una compulsione, ovvero un
comportamento che ha la caratteristica di essere rituale,
cioè messo in atto continuamente, nel tentativo di annullare
il proprio pensiero ossessivo.
Per definire un pensiero ossessivo non è importante il
contenuto ma la forma che prende. Il pensiero infatti c'è
anche se la persona non vorrebbe averlo e viene in mente in
continuazione.
Quello che viene meno è la "libertà" di pensare al proprio
amico. La situazione crea in genere un profondo sentimento
di angoscia nella persona.
Lo psicologo focalizza l'attenzione clinica su come il
paziente ha organizzato la propria vita in funzione del
sintomo valutando tutti quei processi psicologici che stanno
mantenendo il problema oggi e che potrebbe, se perpetuati,
aggravarlo in futuro. Mentre i metodi di intervento
psicologico ortodossi vanno alla ricerca di ipotetiche ed
opinabili cause, e gli interventi farmacologici cercano di
bloccare i sintomi, gli attuali trattamenti psicologici
(senza uso di farmaci) come la psicologia emotocognitiva,
puntano l'attenzione sui processi di mantenimento del
disturbo ovvero su tutto ciò che il paziente fa nel
tentativo di risolvere il problema che però non risulta
essere efficace. Quello che si interrompe, in breve tempo, è
il circolo vizioso, tecnicamente definito "loop
disfunzionale" che sostiene la sintomatologia,
ripristinando, in tempi davvero molto brevi
(indipendentemente dal numero di anni passati dall'esordio)
un normale funzionamento psicofisiologico.
Lo psicologo utilizza le stesse risorse psicologiche
dell'organismo a favore di questo anziché contro se stessi.
Quello che si viene a creare è un blocco, una situazione di
stallo (che spesso porta sintomi depressivi reattivi
secondari), che si sintetizza nella sensazione "è più forte
di me". Presso i nostri centri abbiamo trattato casi di
disturbi ossessivi che duravano da più di dieci anni con
risultati di remissione della maggior parte dei sintomi in
meno di 10-15 sedute e senza uso di farmaci.
Oggi abbiamo a disposizione strumenti realmente efficaci.
Inoltre la compulsione di lavarsi in continuazione le mani
in seguito a specifici pensieri è piuttosto frequente ed è
trattabile psicologicamente.
Il consiglio è quello di rivolgersi ad uno psicologo esperto
che utilizzi nuove metodologie di trattamento per una prima
fase di valutazione (in genere poche sedute iniziali). Lo
psicologo indicherà quindi i tempi previsti per il
trattamento ed i risultati che ci si aspetta proponendo un
ciclo di sedute.
Alla remissione dei sintomi si procederà con il
mantenimento.
a cura del
Dott.ssa
Emanuela Sabatini
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