| La Risposta
dello Psicologo |
Risposta
Innanzitutto partiamo dalla fine. Quando parli di
"problema temporaneo" stai affermando che essere gay sia un
problema, mentre è semplicemente una "scelta" o dell'oggetto
sessuale/sensuale o comunque una scelta affettiva. Ogni
persona dovrebbe vivere la propria sessualità in modo sano e
spontaneo, senza necessariamente essere incasellati in
definizioni pregiudizievoli e stereotipate. Durante questi
anni le tue sensazioni e le tue esperienze ti offriranno una
visione più chiara di quelle che saranno le tue scelte.
Inoltre affermi che essendo un ragazzo "dovresti" provare
attrazione per l'altro sesso. Anche qui ciò che emerge non è
tanto la presa di coscienza che le nostre scelte dipendono
da noi stessi ma che siano gli altri, ovvero una certa
cultura di riferimento, che in qualche misura le impongono.
Non esiste un dovere in tal senso, l'unico dovere è
non rinunciare a se stessi. Credo che la tua ansia maggiore
potrebbe essere relativa a ciò che "potrebbero pensare gli
altri". Le persone si adattano, in un primo tempo di fronte
a situazioni nuove o non previste reagiscono istintivamente
secondo i propri modelli di riferimento, successivamente la
situazione diventerà familiare, nota e quindi non temibile.
Ciò che è importante è la propria identità, la stabilità
nell'immagine che si ha di se stessi, ovvero la costante
sicurezza di chi si è, indipendentemente da ciò che gli
altri vorrebbero che noi fossimo.
a cura del
Dott.
Marco Baranello
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